18 aprile 2017

Cos’è l’acutezza visiva?

L’acutezza visiva è la capacità dell’occhio di percepire i dettagli di un oggetto e dipende direttamente dalla nitidezza dell’immagine proiettata sulla retina. Maggiore è il livello di definizione dell’immagine, ossia la capacità che ha il nostro apparato visivo ha di distinguere due punti vicini come separati, maggiore sarà l’acutezza visiva.

Ecco le più risposte alle 7 domande più frequenti in materia di acutezza visiva.

  1. Come si misura?

Si misura in decimi mediante gli ottotipi, ossia lettere e/o simboli con grandezza progressivamente decrescente. Concretamente, seduti davanti all’ottotipo ad almeno tre metri di distanza, se riuscite a leggere 10 righe, avete dieci decimi, se ne leggete sei avete sei decimi e così via. É raro, ma non eccezionale, avere una vista superiore a dieci decimi.

  1. Cosa sono le diottrie?

La diottria non indica quanto si vede, ma il potere della lente che si indossa. Ci sono lenti di 1, 2, 3…10, 20 diottrie. Queste correzioni mettono in grado di raggiungere i dieci decimi che mancano alla vista.

  1. Perché è importante controllare la propria vista?

Perché aiuta a capire lo stato della vista. Può essere tutto a posto, ma possono anche esserci vizi refrattivi (miopia, ipermetropia o astigmatismo), una presbiopia oppure patologie oculari in senso stretto (cataratta, maculopatie, ecc.).

  1. Che cos’è e come si cura la miopia?

La miopia è un disturbo molto comune caratterizzato da una visione nitida degli oggetti vicini e sfocata degli oggetti lontani. Per farsi un’idea di come vede un miope, basta usare una macchina fotografica e metterla fuori fuoco: nell’occhio miope i raggi luminosi provenienti da un oggetto si focalizzano davanti alla retina essa anziché su di essa, come avviene nell’occhio normale. La conseguenza è che gli oggetti osservati tendono ad apparire sfocati da lontano, mentre la visione migliora con la riduzione della distanza. La miopia è spesso di origine genetica e insorge già in giovane età, ma non sempre viene riconosciuto dalle persone che ne soffrono.

  1. Che cos’è e come si cura l’ipermetropia?

All’opposto della miopia, quando la luce mette a fuoco l’immagine degli oggetti dietro la retina, si verifica l’ipermetropia. L’ipermetropia è un difetto visivo che rende sfocata la visione a tutte le distanze (anche da vicino). Quando il difetto è lieve, l’occhio, fino a 40 anni circa, riesce a correggere il problema attivando un meccanismo di accomodazione, rendendo la visione chiara e nitida come in un occhio normale. Tuttavia questo continuo sforzo della vista spesso affatica gli occhi. Come per la miopia, questo disturbo è facilmente risolvibile con un paio di occhiali o di lenti a contatto e può essere anche trattato chirurgicamente.

  1. Che cos’è e come si cura l’astigmatismo?

L’astigmatismo è forse il più frequente dei disturbi alla vista e comporta una minore nitidezza visiva a causa di una deformazione della superficie dell’occhio o di un’alterazione delle strutture interne del bulbo oculare. Anziché essere sferica, la cornea degli astigmatici ha spesso una forma allungata e questo causa una distorsione della luce che penetra negli occhi: le immagini vengono percepite deformate lungo una certa direzione che dipende dalla direzione dell’astigmatismo. La deformazione è tanto maggiore tanto più elevato è il grado di astigmatismo e riguarda oggetti sia vicini sia lontani.

  1. Che cos’è e come si cura la presbiopia?

A differenza delle altre ametropie, ossia i disturbi della vista qui sopra descritti, la presbiopia non è una malattia, ma un fenomeno naturale molto comune, tanto che si calcola che ne soffrano circa 25 milioni di italiani tra i 45 e 60 anni. Si tratta, fisicamente, della perdita di elasticità del cristallino, che causa problemi di messa a fuoco delle immagini.

Tutti i disturbi della vista descritti qui sopra sono facilmente trattabili con occhiali o lenti a contatto.

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