21 febbraio 2017

Che effetti ha il digitale sugli occhi?

Durante la giornata passiamo tutti molto tempo davanti a computer, tablet e smartphone. Intuitivamente sappiamo che si tratta di uno stile di vita dannoso per gli occhi, ma nel concreto non è facile definire quali siano i rischi effettivi e quali le precauzioni da attuare.

Una conseguenza spesso presa poco in considerazione è che ci siamo abituati a guardare “da molto vicino” e sempre meno “da lontano”.

Se non si dedica abbastanza tempo alla visione da lontano, gli occhi hanno poche opportunità di rilassarsi e perdono gradualmente la capacità di passare da un tipo di visione all’altra senza problemi.

Per affrontare questo discorso al meglio, abbiamo chiesto a ZEISS quali sono i rischi di un eccessivo affaticamento dell’occhio a causa dei dispositivi digitali e quali le precauzioni per prevenirne i danni.

I dispositivi digitali fanno male agli occhi?

Finora non sono stati effettuati studi scientifici che rispondano al quesito se utilizzare display di computer o fissare queste nuove sorgenti luminose per tempi prolungati possa comportare danni alla retina.

È vero che tutte le “nuove sorgenti luminose”, progettate per migliorare e facilitare la nostra vita, contengono una proporzione di luce blu superiore a quella delle tradizionali lampadine del passato. La differente composizione spettrale della luce comporta un’esposizione ad una quantità di luce blu molto più elevata rispetto a prima.

Alcune persone hanno riscontrato che sorgenti luminose con un’elevata porzione di luce blu possono farle sentire più agitate durante la notte. Quando ci troviamo in una stanza al buio, oppure all’aperto al tramonto o di notte, i nostri occhi passano a una modalità di visione differente. In condizioni di scarsa illuminazione, l’occhio umano passa dalla sensibilità al verde a quella per lo spettro ad alta energia del blu. Ne consegue che percepiamo la luce blu più intensamente e quindi possiamo provare una sensazione di maggiore abbagliamento.

Tuttavia, è importante tenere presente che trascorrere un’ora all’aperto in una normale giornata nuvolosa espone i nostri occhi alla luce blu 30 volte di più che trascorrerla in un ambiente chiuso, davanti ad uno schermo.

 Che cos’è la “luce blu”?

La luce che raggiunge e penetra l’occhio umano è suddivisa in uno spettro visibile, che comprende le lunghezze d’onda da circa 380 a 780 nanometri, e uno spettro non visibile, che include sia la luce nell’intervallo ultravioletto (luce UV) sia l’intervallo infrarosso (luce IR).

Da tempo agli esperti è noto che i raggi UV sono potenzialmente in grado di causare danni ai tessuti organici come la pelle e gli occhi. Per questo motivo, utilizziamo ad esempio appositi prodotti per la protezione solare. Tuttavia, anche la luce blu-violetta può causare lesioni, soprattutto ai nostri occhi. La luce blu-violetta può avere minore energia di quella ultravioletta ma, al contrario della luce UV – la maggior parte della quale viene assorbita dalla parte frontale dell’occhio – la luce blu raggiunge la retina.

Esistono dei comportamenti da seguire per rilassare l’occhio dopo che si è stati a lungo davanti a uno schermo?

Raccomandiamo di rivolgere molto più frequentemente lo sguardo lontano, anche mentre si lavora al computer, con il tablet o lo smartphone. Inoltre, è bene assicurarsi sempre di esporre gli occhi ad una luminosità sufficiente, indossando sempre una protezione adeguata contro la luce blu-violetta e i raggi UV eccessivi.

 In che modo le lenti degli occhiali possono proteggere la vista dalla luce blu dei dispositivi digitali?

La radiazione della luce blu emessa da sorgenti luminose artificiali o dagli schermi può essere irritante o causare affaticamento agli occhi di alcune persone. Le lenti per occhiali con filtro per la luce blu proteggono la retina e possono assicurare una visione più confortevole in queste situazioni.

FONTE: ZEISS

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