24 marzo 2017

Com’è strutturata la visita oculistica?

La visita oculistica è costituita da una serie di test che permettono di diagnosticare o escludere la presenza di patologie e, quando possibile, stabilire la relativa terapia. Molte malattie oculari sono asintomatiche, ossia non hanno sintomi specifici, è dunque raccomandabile eseguire esami periodici anche quando non si hanno problemi, soprattutto se in famiglia sono presenti soggetti con patologie della vista.

Abbiamo chiesto a Alessandra Balestrazzi, una rappresentante di A.I.M.O, l’Associazione Italiana Medici Oculisti, di delineare tutte le fasi della visita e di spiegarci a partire da che età è importante fare un esame completo della vista.

Ne è emerso che i bambini dovrebbero sottoporsi al primo esame oculistico completo a 3 anni e in seguito eseguire dei controlli ogni due anni, come gli adulti, se non sono state riscontrate problematiche oculari, ogni anno o con maggiore frequenza se nel corso della prima visita venissero diagnosticati difetti refrattivi o altre anomalie.

Naturalmente, nel caso in cui si riscontrassero problemi prima dei 3 anni, ad esempio un occhio storto (strabismo), un riflesso pupillare anomalo, irritazioni oculari o altre problematiche è necessario anticipare il momento della prima visita oculistica.

Una visita oculistica completa dura in media 30 minuti. All’inizio il medico raccoglie il più ampio numero di informazioni possibile sulla storia clinica e familiare del paziente (anamnesi). In seguito fa un esame esterno degli occhi, della motilità dei muscoli esterni, del livello di acuità visiva, della funzionalità pupillare, della pressione intraoculare e, infine, spesso dopo l’instillazione di colliri che dilatano la pupilla, del fondo oculare.

Ecco le 6 fasi della visita oculistica:

  1. Esame esterno degli occhi

Consiste nell’ispezione delle palpebre, dei tessuti circostanti e dello spazio intrapalpebrale, occupato dal bulbo oculare. Può prevedere la palpazione del margine orbitario, mentre le congiuntive e la sclera, similmente alla cornea e all’iride, vengono ispezionate invitando il paziente a guardare in alto e in basso, utilizzando una fonte di luce intensa e un biomicroscopio per l’osservazione dei dettagli.

  1. Acutezza visiva

Maggiore è il livello di definizione dell’immagine, ossia la capacità che ha l’apparato visivo di distinguere due punti vicini come separati, maggiore sarà l’acuità visiva. Si misura in decimi mediante gli ottotipi, ossia lettere e/o simboli con grandezza progressivamente decrescente. Concretamente, seduti davanti all’ottotipo a almeno tre metri di distanza, viene chiesto di leggere le lettere. Se il paziente è in grado di leggere 10 righe, avrà dieci decimi, se ne legge sei avrà sei decimi e così via.

  1. Motilità oculare

La motilità oculare deve essere testata soprattutto nei bambini, quando i pazienti si lamentano di visione doppia o se si sospettano malattie neurologiche. In primo luogo, il medico valuta le deviazioni che potrebbero dipendere da disfunzioni dei muscoli o da paralisi dei nervi. In seguito, con un test del tipo “segui il mio dito”, l’esaminatore traccia un’immaginaria “doppia H” che tocca gli otto campi di sguardo, valutando la funzionalità dei muscoli retti inferiori, superiori, mediali e laterali, così come dei muscoli obliqui, superiori ed inferiori, responsabili della rotazione dell’occhio.

  1. Funzionalità pupillare

L’esame per la funzionalità pupillare comprende l’osservazione della forma, della dimensione e della reattività alla luce delle pupille. Una differenza di grandezza fra le due pupille fino a un millimetro può essere normale, la forma deve essere regolare e quando vengono investite da un fascio luminoso le pupille devono reagire contraendosi e diventando più piccole (riflessi fotomotori).

  1. Pressione intraoculare

La pressione intraoculare può essere misurata con dispositivi, definiti tonometri, progettati per misurare la pressione interna dell’occhio. La pressione oculare elevata, anche se a volte non dà luogo a sintomi, può determinare danni irreversibili al nervo ottico.

  1. Esame del fondo oculare

L’esame del fondo oculare (detto anche esame oftalmoscopico) consiste nell’osservazione ingrandita delle strutture interne dell’occhio. L’oftalmoscopia permette di guardare direttamente la retina e altri tessuti nella parte posteriore dell’occhio.

Naturalmente nel corso della visita oculistica possono rendersi necessari esami più sofisticati per lo studio della cornea, della retina e di tutti i distretti oculari.

Attraverso un’accurata visita oculistica è possibile monitorare anche i danni che patologie croniche come l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia e il diabete possono creare anche alle strutture oculari, specialmente qualora non vengano ben controllate dalle terapie farmacologiche.

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