11 aprile 2017

A tu per tu con l’insegnante

La vista è uno dei sensi più preziosi: quello che il bambino impara dipende in larga misura da quello che vede. A scuola, il corretto sviluppo della vista è importante per leggere, scrivere e svolgere operazioni matematiche. Se il bambino ha dei problemi visivi, potrebbe riscontrare delle difficoltà nell’apprendimento di queste capacità per il fatto di non avere tutte le informazioni che la buona visione fornisce.

Abbiamo chiesto alla docente Vania Zadro il suo parere per capire da vicino in che modo la vista viene stimolata a scuola e quali problematiche principali possono sorgere in classe.

Nella sua esperienza, quali sono gli “impegni” visivi più importanti a cui vengono sottoposti i bambini in classe?

I canali sensoriali, compreso quello visivo, sostengono l’accesso all’apprendimento. In classe ai bambini viene richiesta una visione da lontano quando per esempio leggono alla lavagna o quando soffermano l’attenzione sulla cartellonistica appesa alle pareti anche laterali, ma si richiede anche la visione da vicino con focalizzazione su dettagli durante le frequenti attività di letto scrittura. La sollecitazione al cambiamento di distanza è molto frequente e spesso in tempi rapidi. Oggi inoltre sempre più i bambini in classe sono sottoposti anche a sollecitazioni visive che derivano da attività al pc o al tablet o dal seguire lezioni sulla Lavagna interattiva multimediale. In aula dunque gli stimoli visivi sono molteplici e a caratteristiche molto diverse sia in termini statico/dinamici, sia per la provenienza multidirezionale, sia per esposizione a diversi tipi di luminosità non sempre favorevoli a una buona visione.

In quali attività viene maggiormente richiesta una buona vista da parte dei bambini a scuola?

Nelle attività di letto scrittura e di coordinamento oculo manuale. Anche una buona vista da lontano aiuta a seguire meglio le lezioni dato il ricorso frequente alle lavagne sia tradizionali che interattive.

Crede che sia importante il modo in cui l’aula dove passano la giornata appare agli occhi dei bambini? Se sì, a suo avviso quali caratteristiche dovrebbe avere?

Il setting d’aula è molto importante per tutte le attività didattiche perché le condiziona e le orienta. Un ambiente colorato, ben organizzato e giustamente illuminato favorisce l’attenzione e il coinvolgimento. Anche la disposizione degli arredi è importante in relazione al tipo di attività. In riferimento alla visione a maggior ragione perché non sempre le condizioni di luce naturale in un’aula sono omogenee e la luce artificiale che deriva da lampade fisse può ostacolare la giusta percezione visiva. Un altro problema è legato alla disposizione di sedie e banchi che non sempre permettono posture corrette e funzionali a una buona percezione visiva.

Da quali comportamenti un insegnante è in grado di capire se un bambino ha problemi nel vedere correttamente?

I principali segnali che da insegnante interpreto come campanelli d’allarme sono il frequente sfregamento degli occhi con le mani, la tendenza a strizzare gli occhi spostando lo sguardo da vicino a lontano, la testa molto inclinata durante le attività di letto scrittura o il libro tenuto molto vicino agli occhi durante la lettura.

Consiglierebbe ai suoi colleghi di partecipare al progetto Guarda che bello che parla di educazione alla corretta visione a scuola? Perché?

Lo consiglierei certamente perché spesso noi insegnanti intercettiamo posture o comportamenti che interpretiamo intuitivamente come disfunzionali, ma non abbiamo le conoscenze sufficienti per considerarli come segnali riconducibili a possibili disturbi visivi così da consigliare alla famiglia una visita di controllo. Ci è anche molto utile avere suggerimenti da “competenze esperte” per correggere posture viziate o esposizioni non idonee alla luce e alle distanze, magari da condividere con le famiglie in un’ottica di prevenzione. Tutto questo inoltre ridurrebbe il rischio di attribuire a difficoltà cognitive quelle fatiche e incertezze di apprendimento che invece sono conseguenza di disturbi legati alla percezione visiva.

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